Oggi mercoledì, 22nd Settembre 2021
Elisa Malizia

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Dizionario Ufficiale dello Sfruttamento Lavorativo 2.0

Dizionario Ufficiale dello Sfruttamento Lavorativo 2.0

Internet ha sostituito i vecchi annunci di ricerca personale sui giornali, i centri per l’impiego sono deserti e il passaparola è morto, se non altro perché “meglio poco di niente”, secondo molti, e su quel poco ci avventiamo come bestie affamate e feroci.

Ho iniziato a lavorare a 18 anni, l’ultima estate da studentessa “obbligata”, e poi a tempo (quasi) pieno una volta diplomata, nonostante l’università di mezzo. Una scelta, a tratti necessaria, che però non rinnego: a 31 anni ho una discreta esperienza lavorativa e il più delle volte devo omettere, non inventare, quando compilo il CV. Cercare lavoro da 13 anni mi ha permesso di creare una sorta di dizionario dello sfruttamento. Ho imparato a decodificare gli annunci di lavoro che puntano solo a spolparti, a sfruttare le tua capacità, i tuoi studi, le tue competenze, le tue passioni. È stato un cammino periglioso e accidentato, ho pestato svariati e nauseanti prodotti organici di varia natura, ma alla fine, a forza di capocciate, ho capito, imparato e condivido con voi il mio sapere.

Ecco, quindi, il Dizionario Ufficiale dello Sfruttamento Lavorativo 2.0 (in perenne evoluzione)

Cerchiamo un giovane che abbia passione per il settore: certo, la passione è come il sale, se non ce la metti non si può mangiare. Ora, se stai cercando un imbianchino, cosa stai chiedendo a questo povero figlio? Che si improvvisi Michelangelo e ti schiaffi un Giudizio Universale sul soffitto del bagno della signora Antonietta?

Cerchiamo max 25 anni con laurea magistrale 110 e lode, esperienze pregresse, ottimo inglese, gradita seconda lingua: ne troverete a iosa, perché essere stupidi e non saper contare è evidentemente contagioso. Comunque, candidatevi all’offerta aggiungendo anche una mountain bike con cambio shimano, una batteria di pentole in acciaio inox, un televisore 19 pollici led e una fettina di gluteo destro, solitamente più grosso del sinistro.

Offriamo un ambiente dinamico e giovane: decodificate con molta, molta attenzione. Voi siete giovani e dinamici, quindi penserete “va là che ficata, sono proprio come me, è l’ambiente perfetto” FUGGITE, STOLTI. Significa che troverete gente intenta a non fare niente, dinamici solo nel perdere tempo. Quelli che dovranno lavorare sarete voi, ultimi arrivati. Ambiente giovane significa anche “ti paghiamo, se ti paghiamo, quando capita”. D’altra parte i giovani sono poveri, mi pare ovvio non guadagnare.

Cerchiamo flessibilità e spirito di adattamento: non sanno neanche loro cosa stanno facendo e probabilmente vi chiameranno il 24 dicembre alle 19 per chiedervi cose assurde che ignorate, casini fatti da altri quando voi eravate alle elementari. Dite “sì sì certo certo ciao ciao” e sparite come un respiro nel vento, come una lacrima nella pioggia, come un maritozzo con la panna alle 10 di domenica mattina.

Offriamo ampia visibilità: a parte il fatto che avete voluto la società capitalista e ora mi fai la cortesia di fornire moneta, se tu stai cercando gente e non hai migliaia di candidature spontanee, che vuoi “visibilizzare”? A chi? Se puntassi alla visibilità mi butterei nuda nella fontana di Trevi, ragà. Tu pagami, poi mi faccio vedere dove mi pare e quando voglio. Anche perché l’Enel continua a volere gli euro, ‘sta valuta chiamata “visibilità virtuale” non l’accetta. Neanche La Repubblica può permettersi annunci del genere, come diavolo può venire in mente a un sito sconosciuto e perso tra le pieghe dell’internet più oscuro?

Annunci con errori ortografici in cui si cercano persone con 87 lauree: ricordo un “secretaria” che ancora mi fa sanguinare gli organi interni. Se neanche nei 3 minuti che servono a stilare un annuncio di 5 righe hanno saputo prestare attenzione, figuratevi quanto gliene potrà mai calare di voi, delle vostre necessità lavorative. Passate oltre.

“Tu per noi sei importante!” No, non è vero. Non credete a queste cose, siete importanti solo per mamma e papà, è ora per voi di scoprire che Babbo Natale non esiste. Il mondo del lavoro è fatto di gente che vi venderebbe per un caffè annacquato prodotto da una macchinetta ammuffita, con i sorci che corrono avanti e indietro. Fatevene una ragione.

Non siamo un semplice ambiente di lavoro, siamo una famiglia”: la mia famiglia consta di 75 parenti stretti. Settantacinque. Stretti. Non conto i fratellastri e prole di parte paterna sennò facciamo notte. C’è più gente nella mia cerchia familiare che alle feste dell’Unità. Quando qualcuno si sposa e ci siamo tutti, pare ‘na carovana nel deserto, l’esodo. Non ti azzardare neanche a definirti mio parente, ci manchi solo tu.

“Cercasi stagista”: questo è insidioso; alcune attività cercano davvero dei laureandi o neo laureati da formare, altri (la maggioranza) vogliono solo una risorsa a tutti gli effetti da sfruttare, senza paga né diritti di alcun tipo. Come capirlo? In base a cosa richiedono. Se cercano persone con competenze minime, allora ci sono buone probabilità che vogliano davvero un giovane da avviare. Se, al contrario, chiedono specializzazioni particolari, sarai solo spolpato vivo per un tempo indefinito. È necessario reperire informazioni in rete e, soprattutto, fuggire già dal secondo giorno se si capisce il fine ultimo. Non permettete mai a nessuno di mangiare sui vostri sacrifici, è ora di cominciare a distinguere tra “esperienza e formazione” e sfruttamento continuo di competenze e aspirazioni. Non lasciatevi affascinare dalla possibilità di un contratto a tempo indeterminato al termine dello stage, 9 su 10 vi rinnoveranno quel tipo di contratto o inizieranno a sfruttare un altro. Non vuol dire essere “choosy”, come disse amabilmente la Fornero, significa mantenere la propria dignità. State correndo a perdifiato mirando al pezzo di carne, che però è attaccato ad un bastone, e si allontana ogni volta che voi fate un passo in avanti. State leggendo “perdifiato” e siamo in due, ad oggi, ad averlo usato: Baglioni in “E tu” e la sottoscritta. Record.

“Inviare CV con foto”: perché? E cosa te ne fai? Dove finisce la mia faccia?

Chiudo con la migliore, la più struggente, dorata, cosmica e perfetta stronzata, alla quale non dovete mai cedere pensando di fare esperienza:

La collaborazione è da intendersi a titolo gratuito

Ma certo, ti pare? Ci mancherebbe altro.

Questo dizionario è in continua evoluzione, lo renderò sicuramente più ricco. Nel frattempo, state attenti e decodificate il linguaggio schiavista del nuovo millennio: “tutto sommato meglio di niente” è la trappola mortale che dovrete evitare. È meglio niente quando, implicitamente, state svendendo la vostra dignità di lavoratori, di persone. Chi vi offre 200 euro per 10 ore di lavoro va messo in galera, non ringraziato e di certo non dovete aiutarlo a crescere e espandersi attraverso i vostri studi, i viaggi da pendolari o fuori sede alle 5 del mattino, le competenze, le notti insonni, le passioni, il talento personale. Se non è pronto ad investire nella sua stessa attività, che fallisca. Come essere umano ha fallito da parecchio, d’altra parte. Prima regola dell’imprenditore è farsi carico del rischio, l’imprenditore non siete voi. Ricordatevelo.

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Elisa

Taciturna ma non asociale, astemia se non si tratta di spritz. Leggo principalmente autori morti ma non è una regola. Mi occupo di comunicazione dal 2010, pur avendo ancora un'agenda cartacea e l'abitudine vintage di prendere appunti sui fogli sparsi.

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